Arresto Cardiaco: un Rischio per Tutti, Solo una Chance per Sopravvivere

 

  • Cos’è l’Arresto Cardiaco e Chi Rischia di Essere Colpito

A differenza di quanto si pensi, l’arresto cardiaco può sopraggiungere in qualunque momento della vita, e può colpire anche chi sembra godere di ottima salute. Non sono esclusi, infatti, nemmeno gli sportivi, che conducono una vita sana e attiva. In Italia, ogni anno, sono più di 1000 gli sportivi che perdono la vita in seguito ad arresto cardiaco durante lo svolgimento dell’attività fisica.

L’arresto cardiaco avviene quando il cuore smette improvvisamente di funzionare. Il sangue smette di circolare e, in pochissimi minuti, la persona colpita muore.

Le cause di Arresto Cardiaco sono moltissime, alcune non visibili o difficilmente diagnosticabili, come alcune patologie del cuore, altre più manifeste, come l’ipertensione, la fibrillazione, ecc.

È credenza comune che l’arresto cardiaco possa colpire solo in età avanzata, e solo persone affette da problemi al cuore e alla circolazione. In realtà, anche chi è giovanissimo e conduce una vita sana e attiva rischia di morire per arresto cardiaco.

 

  • Le percentuali

In Italia, circa 70.000 persone ogni anno perdono la vita in seguito ad Arresto Cardiaco. Nell’80% dei casi, la persona colpita si trova lontano o fuori da presidi sanitari, quindi a casa, al lavoro o in un luogo pubblico, mentre è intenta a trascorrere in pace il tempo libero o a fare attività fisica.

Dall’inizio delle fibrillazioni cardiache, ad ogni minuto che passa, le chances di vita della persona colpita si riducono del 10%. Dopo soli 5 minuti, la speranza di vita è dimezzata, al 50%.

Nel nostro Paese, l’attuale tasso di sopravvivenza dopo un arresto cardio-circolatorio è solamente del 2%: ciò è determinato dal tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira intorno ai 12-15 minuti.

Oltre il 70% delle vittime di arresto cardiaco muore prima di raggiungere l’ospedale.

Secondo i dati di un recente studio Eurostat sui paesi dell’Unione Europea, 1 persona su 3 muore per cause evitabili: nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di morte per arresto cardiaco, al quale non sarebbe seguito un soccorso precoce e adeguato.

 

  • Una sola Possibilità di Sopravvivenza

L’unica maniera possibile per ripristinare la normale frequenza cardiaca è quella di erogare un shock al cuore attraverso l’utilizzo di un defibrillatore.

Un intervento di primissimo soccorso, precedente a quello del 118, aumenta le possibilità di vita della persona colpita del 30%.

Con l’aiuto di un defibrillatore DAE, ed una corretta RCP (Rianimazione Cardiopolmonare Precoce, o Massaggio Cardiaco), si farà ripartire il Cuore in arresto.

L’insieme delle azioni utili per tentare di salvare una persona colpita da arresto cardiaco prende il nome di catena della sopravvivenza, costituita da quattro anelli tutti egualmente importanti.

 

  • Il primo anello è l’allarme immediato, cioè la telefonata di chi è testimone, anche occasionale, al 118. La rapidità del soccorso è essenziale. Allertare il 118 rientra nei doveri di ogni cittadino di fronte ad una persona priva di coscienza e che non respira.
  • Il secondo anello è rappresentato dalla rianimazione cardio-polmonare precoce (RCP), o massaggio cardiaco. Esistono corsi (poche ore) per imparare la RCP. Conoscerla può salvare una vita.
  • Il terzo anello è costituito dalla defibrillazione elettrica precoce, per ripristinare, il più presto possibile, un ritmo cardiaco efficace. L’erogazione dello shock elettrico tramite due placche applicate sul torace è fatta da operatori sanitari, ma anche da persone comuni, addestrati, autorizzati e dotati di DAE. La manovra viene eseguita secondo le indicazioni vocali emesse dell’apparecchio stesso.
  • Il quarto anello è il soccorso avanzato prestato dal 118.

 

Se non si interviene entro i primi 5 minuti, somministrando una Scarica Elettrica al Cuore attraverso l’utilizzo di un defibrillatore DAE, le Possibilità di Salvezza per la persona colpita sono praticamente Nulle.

La Società Europea di cardiologia, nelle sue linee guida del 2006, indica chiaramente che l’unico modo per ridurre drasticamente l’incidenza dei decessi da Arresto Cardiaco è la capillare diffusione del Defibrillatore, accompagnata dalla giusta informazione.

Purtroppo, la Legge detta i criteri di distribuzione e d’uso del defibrillatore nei Luoghi Pubblici, ma NON ne sancisce l’Obbligo, ad eccezione delle Associazioni e Società Sportive.

 

**Per fortuna, la Legge di Stabilità e le Agevolazioni INAIL offrono sconti e ammortamenti fiscali per incentivare le imprese a dotarsi di defibrillatore (ne possono usufruire tutte quelle aziende che non sono obbligate dalla legge a dotarsi di un defibrillatore: sono escluse solo alcune Associazioni Sportive).

 

Ecco perché conviene ENORMEMENTE a tutti dotarsi di un Defibrillatore sul Luogo di Lavoro!

Oltre a godere della Sicurezza di avere a portata di mano uno strumento FONDAMENTALE, semplice da usare in caso di arresto cardiaco improvviso, aziende, imprese, società e detentori di partita iva (eccetto regime dei minimi) pagheranno MENO IMPOSTE ogni anno! >> Scopri di più su questo argomento.

 

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